Intervista a Pierluigi Fagan

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Studioso e ricercatore capace di misurarsi con i molteplici aspetti della vita contemporanea, Pierluigi Fagan ha pubblicato diversi libri e testi, oltre a collaborare con l’organizzazione di quel “Festival della Complessità” che ormai da anni è diventato un punto di riferimento per ogni possibile approccio dialettico e analitico con il mondo d’oggi. Fin qui ha speso un tempo pressoché equivalente del suo transito terreno tra un’attività da professionista-imprenditore nel settore della comunicazione e quella che lui stesso definisce “confuciana vita di studio”, fino ad arrivare ad essere oggi un osservatore che con un filo di ironia e di sano pessimismo si specchia con le cose del quotidiano.

La sua opera più letta e più nota è certamente “Verso un mondo multipolare”, edito da Fazi. Sette anni sono passati dalla pubblicazione di quel libro ma va riconosciuto all’autore il fatto di aver colto quei segni di rimescolamento degli equilibri mondiali che ora sono evidenti anche al più distratto degli osservatori
della geopolitica.
A poche settimane dalle elezioni europee, capita di rado di incrociare degli interventi che abbiano un approccio sistemico alle grandi questioni che si trova ad affrontare il nostro continente. Se abbiamo intervistato Pierluigi Fagan è proprio per sottrarci da questa quasi claustrofobica politica che straccia le pagine dell’atlante che riguardano il resto del mondo.

m.zampetti@commcode23.com

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