#Diciottomarzo

 

 

#GEOPOLITICA
L’Europa è al centro della geopolitica anche queste ultime fasi del suo mandato parlamentare. Infatti a Strasburgo, a Parlamento riunito, sono state gettate le basi per continuare le politiche ambientali e di transizione e sostenibilità per i prossimi 5 anni. Le decisioni prese dal Parlamento in questi giorni saranno obbligatoriamente riprese con i nuovi eletti e, a prescindere da come sarà formata la nuova enclave, i temi e le norme approvate resteranno al centro del dibattito.
L’Europa è davanti a tutti sui diritti civili, ma è indietro su quelli economici. La Cina ci invade di pannelli, batterie solari, turbine, pale eoliche. Gli Stati Uniti hanno stanziato 400 miliardi di dollari per incrementare la rivoluzione industriale in favore di tecnologia in linea con le nuove necessità. In Europa i nazionalismi guardano alla protezione di alcune categorie, bacino di voti, ma senza pensare a cosa accadrà domani. E questo sarà il tema dominante della campagna elettorale che appare sempre più difficile per i venti di guerra che non cessano e con le minacce russe al continente che scatenano reazioni anche incomprensibili come l’ipotesi di truppe NATO, in particolare francesi, sui campi di battaglia e il ritorno alla leva militare come in Germania e Danimarca. Insomma è un momento di scelte difficili e che comporteranno anche sacrifici, sì, ma che dobbiamo sostenere senza se e senza ma per pensare che un futuro ci sarà ancora.

 

#L’EUROPARLAMENTO CONTRO RIFIUTI TESSILI E ALIMENTARI
L’Europarlamento ha adottato mercoledì 13 marzo 2024 la sua posizione negoziale sulla proposta di revisione della direttiva quadro sui rifiuti relativamente ai tessili e agli scarti alimentari. La proposta include importanti novità, come la responsabilità estesa per i produttori tessili, che coprirà il ciclo di vita dei beni, e obiettivi vincolanti per ridurre gli sprechi alimentari.
Le norme votate rappresentano un passo importante verso un’economia pienamente circolare. Secondo gli emendamenti adottati, la direttiva prevede obiettivi vincolanti più ambiziosi per ridurre i rifiuti entro il 2030, con una riduzione del 20% nella trasformazione e produzione alimentare e del 40% pro capite nella vendita al dettaglio e nei servizi alimentari.

 

#L’UE COMBATTE LA CRIMINALITÀ AMBIENTALE
Secondo il relatore del Parlamento europeo, Antonius Manders, la revisione della direttiva sulla protezione dell’ambiente nell’Unione Europea mira a dare una dimensione europea alla lotta alla criminalità transfrontaliera, con sanzioni armonizzate e dissuasive che prevengano nuovi reati ambientali. Si mette enfasi sul principio del “chi inquina paga”, e si introdurrà un dovere di diligenza che renderà le imprese e i loro dirigenti responsabili delle azioni dannose per l’ambiente. La definizione di crimine ambientale viene ampliata per includere attività illecite dannose per l’ambiente e mirate a trarre vantaggio da individui, gruppi o imprese, come lo sfruttamento, il danneggiamento, il commercio o il furto di risorse naturali. Si propone anche di introdurre il concetto di “reati qualificati”, che includono azioni che portano alla distruzione di un ecosistema, paragonabili all’ecocidio. Le sanzioni per i reati ambientali commessi da persone fisiche e rappresentanti d’impresa saranno punibili con la reclusione, a seconda della gravità del danno causato. Le imprese saranno tenute a risarcire il danno e ripristinare l’ambiente danneggiato, con sanzioni pecuniarie che potrebbero raggiungere fino al 3 o 5% del fatturato annuo mondiale.

A cura di Fabio Cortese e Marco Barone