
Il Canada ha le risorse, l’Europa tecnologie e regole per la transizione. Per Megan Seagrave di Innovation Canada è il momento di trasformare questa complementarità in una nuova alleanza industriale. Anche perché la crisi dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti sta spingendo Ottawa a guardare con crescente interesse verso l’Europa.
Durante il suo intervento ha parlato di una possibile strategia “win-win” tra Canada ed Europa nel campo delle biotecnologie. Perché?
«Il Canada è una nazione di pescatori, agricoltori e operatori forestali. Abbiamo una lunga storia nella gestione delle risorse naturali e disponiamo di un patrimonio enorme: agricoltura, foreste, acqua, minerali ed energie rinnovabili. Ma abbiamo un problema: non sempre siamo riusciti a sviluppare innovazione e investimenti sufficienti per trasformare queste risorse in prodotti a basse emissioni di carbonio. In passato, semplicemente, non ne abbiamo avvertito l’urgenza. L’Europa invece sì. Ha sviluppato normative, politiche, innovazioni e tecnologie necessarie alla transizione. Ed è proprio qui che nasce la complementarità tra noi.»
In che modo questa complementarità potrebbe diventare un vantaggio concreto?
«Dovremmo smettere di pensare al Canada soltanto come esportatore di materie prime. Possiamo mettere a disposizione le nostre risorse e combinarle con il talento, le tecnologie e il quadro regolatorio sviluppati in Europa. In questo modo possiamo costruire insieme nuove filiere e creare prodotti a maggiore valore aggiunto. È una collaborazione che può contribuire anche ad affrontare questioni strategiche come la sicurezza alimentare ed energetica e, più in generale, la sostenibilità delle nostre economie.»
Ma oggi a spingere Canada ed Europa l’uno verso l’altra è anche la geopolitica.
«Certamente. Storicamente il nostro principale partner commerciale sono stati gli Stati Uniti. Una quota enorme delle risorse estratte e dei beni prodotti in Canada è sempre stata destinata al mercato americano. Per questo non avevamo una forte necessità di diversificare le nostre relazioni commerciali. Oggi, però, la situazione è cambiata. L’amministrazione Trump e l’imposizione dei dazi hanno reso molto più difficile il rapporto con gli Stati Uniti. Il Canada deve quindi guardare verso altri mercati e costruire nuove partnership.»

E l’Europa diventa il partner naturale?
«Credo di sì. Esiste innanzitutto una vicinanza storica e culturale molto forte. Il Canada è un Paese di immigrati e moltissimi canadesi hanno radici europee. Esistono poi legami politici costruiti nel corso della storia, a partire dalle alleanze della Seconda guerra mondiale. Questa relazione è sempre esistita, ma non avevamo avuto la necessità di svilupparla fino in fondo. Adesso il deterioramento dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti ci obbliga a ripensare le nostre alleanze. E i Paesi dell’Unione europea rappresentano per noi una scelta naturale.»
Che ruolo può avere in questa nuova fase il primo ministro canadese Mark Carney?
«Carney porta con sé un’esperienza molto particolare. È stato governatore della Bank of Canada e della Bank of England e ha una lunga esperienza nel mondo della finanza e degli investimenti, anche sul terreno della sostenibilità e della finanza a basse emissioni di carbonio. Conosce bene le urgenze europee, dalla sicurezza energetica a quella alimentare, ma comprende anche quali opportunità il Canada possa offrire per affrontarle.»
Quindi può diventare una figura importante anche nel rapporto con Bruxelles?
«Sì. Ha costruito negli anni relazioni molto forti in Europa, soprattutto nel settore bancario e finanziario, e oggi può utilizzarle per rafforzare i rapporti tra Canada e Unione europea. Il suo orientamento verso la costruzione di nuove alleanze internazionali può rappresentare un’opportunità anche per le nostre bioindustrie e per sviluppare investimenti congiunti.»
Se dovesse riassumere questa nuova relazione tra Canada ed Europa in tre concetti?
«Direi: geopolitica, industria e partnership. La geopolitica crea oggi la ragione e l’urgenza del cambiamento. L’industria crea le opportunità, perché saranno le imprese a dover trovare concretamente le risposte. E le partnership sono il risultato: partnership tra Paesi, tra regioni e naturalmente tra industrie. È da queste collaborazioni che può nascere una relazione nuova e più forte tra Canada ed Europa.»
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