Di Danilo Guenza
Al Forum Economico Eurasiatico di Verona, Luciano Larivera, membro dell’Ordine dei Gesuiti, ha analizzato il paradosso del mondo multipolare, definendolo un sistema in cui l’accelerazione tecnologica e gli investimenti in militarizzazione coesistono con una governance “assolutamente stagnante”. Questo conflitto, a suo avviso, rende il mondo “impaludato” e difficile da governare.
L’impatto di questa instabilità ricade direttamente su persone e famiglie, generando un continuo stato di ansietà e rendendo “difficile sperare”. Larivera ha sottolineato che, mentre le grandi potenze bilanciano ricavi e costi in termini di PIL e tecnologia, il passivo a livello diffuso è notevole: dall’inflazione elevatissima in alcuni Paesi alle bolle immobiliari che minacciano i risparmi. Milioni di giovani restano esclusi dal mercato del lavoro o lavorano in condizioni di “pessima qualità”.
Carità non Delegabile e Pax Geriatrica
Secondo l’ottica cristiana, la giustizia sociale non può essere demandata solamente alle regole di mercato, alla capacità dello Stato o all’azione del Terzo Settore. Larivera ha ricordato Giovanni Crisostomo per sottolineare che la “carità cristiana” non è delegabile: delegare interamente l’assistenza alle istituzioni fa perdere al popolo quella “sensibilità” che rende gli individui “più umani, più veri”.
In un’analisi geopolitica, Larivera ha menzionato la teoria della Pax Geriatrica, secondo cui le grandi potenze con popolazioni in invecchiamento (inclusa Cina, Russia ed Europa) saranno costrette a investire in welfare sociale. Ciò renderebbe meno giustificabile l’investimento spropositato in armamenti e più difficile la mobilitazione di persone per il combattimento, predisponendo queste società a non “andarsi a cercare la guerra”. Il rischio potenziale di scontro si concentrerebbe invece tra potenze con forte popolazione giovane, come Turchia e Sahel.
Troppa Finanza e Dialogo Manipolatorio
L’economista ha anche evidenziato una “crisi nella crisi” dovuta a una “troppa finanza” che finanzia altra finanza, creando instabilità e non risolvendo i veri bisogni dell’economia reale. Ha criticato i modelli economici, come quello cinese che ha portato alla bolla immobiliare e alla perdita dei risparmi di moltissimi, invitando a rivalutare il ruolo dello Stato e i meccanismi mutualistici.
Infine, sul fronte del dialogo internazionale, Larivera ha espresso dispiacere per l’uso dell’estorsione come tecnica negoziale da parte della presidenza americana e la “weaponization dell’economia”. Questo, a suo avviso, non è dialogo e crea “instabilità”. Ha concluso osservando che l’Unione Europea, spesso “giocata dall’esterno”, ha l’urgenza di trovare una governance più efficace e assumersi le proprie responsabilità per affrontare le ingiustizie diffuse.
