Il futuro della Laguna di Orbetello: tra tradizione e innovazione

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Di Danilo Guenza

Un’intervista a Chiara Serracchiani, consigliera comunale di Orbetello e candidata alle prossime elezioni regionali con Alleanza Verdi e Sinistra, getta luce sui temi cruciali che riguardano la Laguna di Orbetello, uno “straordinario specchio d’acqua di 27 km quadrati”.

La consigliera spiega che la sua candidatura alle elezioni regionali nasce dalla necessità di portare i temi della Maremma e della Laguna nelle sedi decisionali più alte. Pur riconoscendo l’importanza del Comune, ritiene che il livello regionale offra una visione più ampia e consenta di dare maggiore risalto alle problematiche locali. La Laguna di Orbetello, in particolare, è vista come un modello per affrontare questioni come la gestione delle emergenze, i cambiamenti climatici, le attività produttive sostenibili e il turismo.

L’obiettivo è creare una rete che superi i confini dei singoli comuni per esercitare una pressione più forte su determinate tematiche. Soprattutto per i comuni a vocazione turistica, un lavoro sinergico può influire non solo sul numero di turisti, ma anche sulla loro tipologia, promuovendo un turismo che “non eroda il territorio”. Serracchiani sottolinea che non si tratta solo di quanti turisti arrivano, ma di creare un turismo sostenibile che aiuti a mantenere intatto un ambiente ancora “molto vergine, molto selvatico”.

Viene anche sollevato un punto critico sulla legge regionale toscana, basata sulla densità abitativa e non sull’ampiezza territoriale, che rende la Maremma un’area lontana dalla Regione e con una scarsa rappresentanza.

Il nuovo consorzio della Laguna e il regolamento europeo

Un tema centrale dell’intervista è la nascita del nuovo consorzio di tutela della Laguna, che per la prima volta unisce diverse istituzioni, tra cui il Ministero dell’Ambiente, la Regione e il Comune. Serracchiani lo definisce un “contenitore, una possibilità”, il cui successo dipenderà dalle nomine. Questo consorzio rappresenta uno strumento importante per fare rete e rendere “certi legami” che non dipendono solo dalla volontà del momento.

La sua istituzione è strettamente collegata al nuovo regolamento europeo sulla rigenerazione urbana e territoriale, approvato nel giugno 2024. A differenza delle direttive, che lasciano la scelta agli Stati membri, un regolamento è immediatamente applicabile. Il regolamento impone agli Stati di presentare progetti di tutela degli ecosistemi entro la fine del 2026.

Le due novità più significative del regolamento per la Laguna di Orbetello sono:

  • L’integrazione tra uomo e natura: il regolamento vuole eliminare la contrapposizione tra i due, riconoscendo che le attività produttive e l’uomo sono parte integrante dell’ambiente.
  • Il coinvolgimento delle comunità: per legge, le comunità e gli enti locali devono partecipare attivamente alla costruzione di un equilibrio con la natura.

Serracchiani sottolinea l’importanza del monitoraggio costante e delle scelte basate su dati scientifici, elementi che spesso mancano nelle politiche locali e non solo. Sottolinea inoltre come i fondi europei debbano essere gestiti con “buone pratiche” per evitare la loro dispersione.

La natura come “provider di servizi” e l’importanza della politica

Durante l’intervista, viene ripresa l’espressione “la natura come un provider di servizi”. Serracchiani, pur definendola un’interpretazione che necessita di riflessioni, la ricollega all’idea del regolamento di considerare la natura come una risorsa fondamentale per la sopravvivenza umana. La tutela della Laguna, quindi, non deve essere passiva, ma deve tener conto delle attività produttive e della comunità.

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